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Sant’Angelo dei Lombardi

Sant’Angelo dei Lombardi

Sant'Angelo dei Lombardi

Sant’Angelo dei Lombardi è un bellissimo paese dell’Alta Irpinia situato in prossimità di uno sperone che insiste sulla linea spartiacque della dorsale appenninica. Esso, infatti, divide la valle d’Ansanto, solcata dal fiume Fredane, un affluente del Calore, ed il versante di sinistra della vallata dell’Ofanto nel suo tratto iniziale. Secondo le tesi di alcuni storici il nome del paese riflette il culto di San Michele Arcangelo a cui erano particolarmente devote, dopo la loro conversione al Cristianesimo, le popolazioni Longobarde. La tradizione storica ritiene che siano stati proprio questi popoli a dare origine al centro abitato durante l’Alto Medioevo
Nonostante i numerosi terremoti che hanno interessato la zona, il paese conserva tuttora il suo fascino. Molto interessante da visitare è il centro storico, ricostruito dopo il terremoto del 1980 e che ha conservato in parte il suo aspetto medievale, Casa Loreto, il magnifico portale di Casa Ricciardi, la Cattedrale di Sant’Antonino Martire dalla bella facciata cinquecentesca, la Chiesa e il Convento di San Marco costruiti nel XIII secolo.
A pochi chilometri dal paese sorge la splendida Abbazia del Goleto, capolavoro dell’arte romanica, fondata da San Guglielmo da Vercelli nel 1133. Essa è costituita da un doppio monastero (maschile e femminile), da una Chiesa Inferiore ed una Superiore, dalla Torre Febronia costruita nel XII secolo per scopi difensivi utilizzando materiali di spoglio provenienti da monumenti funerari di epoca romana, e dalla settecentesca Chiesa del Vaccaro di cui si conservano solo l’ingresso e tre archi con portali lapidei e resti delle murature di tre altari marmorei. L’Abbazia conobbe il suo massimo splendore tra il XII ed il XIV secolo, iniziando la sua decadenza nei primi anni del XV secolo, nel 1505 il monastero femminile venne soppresso dal papa Giulio II ed aggregato a Montevergine e, nel 1807 l’intero monastero venne abolito da Giuseppe Bonaparte.
Le prime testimonianze - Secondo testimonianze storiche, il territorio di Sant’Angelo dei Lombardi si può ritenere abitato già prima dell’era volgare sia perché si trova a metà strada tra due località di grande importanza storica per l’intera regione, le antiche città di Compsa (Conza della Campania) e di Aeclanum (Mirabella Eclano), sia perché non sono pochi i reperti archeologici ed epigrafi rinvenuti nel territorio. Dovrebbe risalire alla seconda metà del IX secolo la costruzione del Castello di Sant’Angelo nonché dei vicini fortilizi di Torella, Monticchio e Guardia. Questi quattro castelli, infatti, furono edificati per motivi di difesa lungo la linea di confine del Gastaldato di Conza che faceva parte del Principato di Salerno.
La nascita della Diocesi - Non si può ipotizzare con assoluta certezza quando Sant’Angelo sia divenuto sede diocesana. Si può supporre, però, che tale evento sia avvenuto dopo il passaggio per queste zone di Roberto il Guiscardo al momento della conquista di Salerno, avvenuta nel 1706. Il Guiscardo, infatti, riteneva che il proprio dominio potesse essere consolidato solo se avesse avuto dalla sua parte il mondo ecclesiastico ed in particolare il clero diocesano. Proprio per tale motivo, si prodigò per far istituire più di una diocesi e per farne nominare i relativi vescovi.
Il periodo Angioino - Sant’Angelo dei Lombardi acquistò notevole importanza nel corso del periodo angioino, sia per la presenza del vescovado, sia perché ebbe come signori feudali, tra gli altri, i de Gianvilla, i Caracciolo e gli Imperiale. Durante il regno di Giovanna II d’Angiò, il feudo di Sant’Angelo fu concesso a Sergianni Caracciolo, il quale lo donò al fratello Marino. Sotto il dominio di quest’ultimo, nel 1432, l’Università di Sant’Angelo ottenne grazie e privilegi. Privilegi che migliorarono notevolmente anche durante il dominio dei vari baroni che si avvicendarono negli anni.
L’epoca moderna - Non è da dimenticare la grande e appassionata partecipazione dei santangiolesi ai moti risorgimentali. Nel paese sorsero ben quattro vendite della carboneria e furono molti quelli che pagarono di persona per le proprie idee liberali essendo processati e condannati al carcere o all’esilio oppure epurati dai loro incarichi. Sant’Angelo acquistò maggiore importanza durante il decennio napoleonico perché divenne capoluogo di uno dei tre circondari amministrativi in cui fu divisa la provincia di Avellino.

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